• Teresa Sassi

Suggestioni letterarie in Alto Adige

L'itinerario della letteratura italiana in Alto Adige


Già secoli fa tutta la penisola italiana è sempre stata una meta molto ambita da parte di moltissimi intellettuali europei. Tra il 1786 e il 1788 per esempio Johann Wolfgang von Goethe percorre tutta l'Italia annotando nel suo diario di viaggio impressioni sull'arte, sulla natura e sul popolo italiano così come aveva fatto suo padre Johann Caspar e così come avrebbe poi fatto suo figlio August nel 1830. Anche l´Alto Adige nei decenni successivi diviene, oltre che una meta turistica, anche una meta culturale ambita da scrittori e poeti che erano soliti incontrarsi nel salotto letterario della cittadina meranese. Rainer Maria Rilke, Christian Morgenstern, Franz Kafka o Gottfried Benn sono solo alcuni degli intellettuali che frequentano la città di Merano.


In Alto Adige, invece, si sviluppa solo negli anni sessanta una rete locale letteraria di lingua italiana in quanto prima di allora una letteratura italiana era quasi inesistente. Eugen Thurnher a conclusione della sua pubblicazione Dichtung in Südtirol (Tyrolia 1966) assumeva questa assenza come prova dell’estraneità della popolazione italiana rispetto al territorio. Con il suo libro Una casa sull’argine (Manfrini, Rovereto 1965) era poi Gianni Bianco a dare inizio ad una letteratura del gruppo italiano in Alto Adige. Il libro era effettivamente il primo scritto di un giovane italiano cresciuto in Alto Adige in cui si affronta il tema del conflitto etnico attraverso la storia d’amore tra due giovani.


Rispetto ad altri centri cittadini altoatesini, soltanto a Merano si intravedeva una certa vivacità culturale, dovuta alla presenza di artisti ed intellettuali di grande richiamo internazionale. Negli Anni ’50 e ’60 Merano ospitò il premio Nobel Salvatore Quasimodo e Giuseppe Ungaretti, che incontrarono il pubblico nelle sale del Kurhaus leggendo le loro poesie e discutendo di letteratura.


Anche la pubblicazione della rivista mensile “Adige Panorama” viene vista come nascita di una vera e propria associazione letteraria di lingua italiana. Diretta da Cesare Guglielmo, esce per un ventennio e per un totale di 81 numeri. La rivista si dedica soprattutto alla poesia e pubblica quasi un centinaio di libri. Tra gli autori più rilevanti vanno menzionati Silvano Demarchi, Pietro Di Spazio e Pasquale Cardone.


Verso la fine degli anni Ottanta si registra una crescita della produzione letteraria in lingua italiana. Tra questi libri si possono annoverare Passaggio segreto (Bolzano 1989) di Silvano Neri, Sognavo il tram (Manfrini, 1990) di Giorgio Dal Piai, l’Ultimo dei Wolkenstein (Praxis 3 1995) di Giorgio Vonmetz Schiano. Nei racconti di Un crucco in classe (Praxis 3 1997) Italo Ghirigato parla della quotidianità bolzanina con le difficoltà interetniche. Lo storico e giornalista meranese Paolo Valente scrive sia saggi storici che romanzi, favole e racconti. Andrea Rossi narra soprattutto vicende relative all’immigrazione italiana in Alto Adige, come Acquabianca (Alphabeta 2012) e Sinigo. L’acqua ci correva dietro (Travenbook 2008). La passione per la montagna si trova nei libri di Renzo Caramaschi. Il segno del ritorno (Mursia 2014) è ambientato in Valle Aurina ai tempi della rivolta contadina di Michael Gaismair.

Negli ultimi anni poi alcuni libri che parlano dell’Alto Adige hanno riscosso successo anche a livello nazionale. Tra i quali Eva dorme (Mondadori 2010) di Francesca Melandri, scrittrice di origine romana che per 15 anni ha vissuto a Brunico. La protagonista Eva si mette alla ricerca della figura “quasi paterna” di un carabiniere che le è stato vicino nei primi tre anni della sua vita. Il suo viaggio da nord a sud attraverso tutta la penisola riporta un ampio quadro della storia contemporanea sudtirolese. Lilli Gruber, la famosa giornalista televisiva, ha descritto la storia familiare nella prospettiva della bisnonna Rosa e di sua figlia Hella, in Eredità. Una storia della mia famiglia tra l‘impero e il fascismo (Rizzoli 2012), a cui ha fatto seguito Tempesta (2014).


Un territorio come l´Alto Adige, crocevia tra Nord e Sud, una terra di passaggio, punto di incontro e confronto tra culture diverse, fa talvolta da sfondo a romanzi e racconti di consumo e intrattenimento. La spettacolare gola del Bletterbach è il luogo dell'esecuzione del thriller La sostanza del male (Einaudi 2016) del bolzanino Luca D’Andrea. Un taglio frequente nella produzione letteraria italiana sull’Alto Adige è quello ironico e parodistico. Il Meranese Alessandro Banda, che ha pubblicato con importanti case editrici nazionali (Einaudi, Guanda, Laterza), ha spesso raccontato la realtà locale. Inoltre con il suo romanzo Dolcezze del rancore (Einaudi 2001) ha ricevuto tanta attenzione da parte dei critici.

Per dimostrare i vari volti altoatesini e per semplicemente conoscere sia la storia e l’arte di questi luoghi, libri, brani, racconti e romanzi scritti da autori italiani dell’Alto Adige sono fondamentali. E così anche il racconto di Marco Balzano Resto qui (Einaudi 2018) che parla della domanda alla quale tanti altoatesini dovevano trovare una risposta cioè rimanere nell’Alto Adige italianizzata e rinnegare le proprie origini oppure partire e ricominciare da capo in Germania e in Austria. Oppure stando all'attualità anche il libro del giornalista e scrittore livornese Gabriele Di Luca E quindi uscimmo a riveder la gente. Diario della Grande Reclusione (Alphabeta 2020), in cui affronta il tema dell'emergenza sanitaria che ci ha visti costretti ad una reclusione forzata e inaspettata dalla città di Bolzano in cui risiede da diversi anni.


La conoscenza della letteratura dell'Alto Adige porta alla ricerca dell'identità culturale di un luogo attraverso il contatto diretto con le vestigia storiche, le tradizioni di una popolazione e del suo plurilinguismo, offrono al lettore e al viaggiatore l'opportunità di toccare con mano il vissuto di una comunità poliglotta creando in lui una percezione immediata di arricchimento culturale e personale. Ecco il fascino di un viaggio in Alto Adige.



L'autrice ospite del blog:

Teresa, giovane donna del Sud, amante dell'Alto Adige e delle sue contaminazioni culturarli e lunguistiche.


 

Indicazione delle fonti:

  • Carlo Romeo, Letteratura italiana in Alto Adige / Italienische Literatur in Südtirol, Bolzano, 2016

  • Carlo Romeo, Letteratura in lingua italiana in Alto Adige dal secondo dopoguerra ad oggi, Firenze, 2005


Libri consigliati:

  • Massimiliano Boschi, La montagna disincantata, a cura di Edizioni Alphabeta Verlag, 2020.

  • Gabriele Di Luca, E quindi uscimmo a riveder la gente. Diario della Grande Reclusione, a cura di Edizioni Alphabeta Verlag, 2020.

  • Luisa Righi e Stefan Wallisch, I perché dell'Alto Adige. Capire una terra particolare, a cura di Editre Folio, 2017.

  • Alexander Langer, Il viaggiatore leggero. Scritti 1961-1995, a cura di Sellerio editore Palermo, 2015.

  • Lucio Giudiceandrea, Aldo Mazza, Stare insieme è un'arte. Vivere in Alto Adige/Südtirol, a cura di Edizioni Alphabeta Verlag, 2012.

  • Francesca Melandri, Eva dorme, a cura di Edizioni Mondadori, 2011.


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Giulia Bertelli on Unsplash